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BIBLIOGRAFIA RAGIONATA


Bauman è stato definito il teorico dell'era della globalizzazione, argomentazione che necessita certamente di un maggiore approfondimento soprattutto da quando le tematiche socio-filosofiche riguardanti la globalizzazione sono passate dagli ambiti di studio all'interno delle università, fino a occupare le prime pagine dei giornali, gli scaffali delle librerie e a venire usati in qualsiasi ambito di discussione, il più delle volte a sproposito. Di seguito si propone un breve excursus sulle correnti di pensiero e i protagonisti, all’interno di quello che è generalmente indicato come ambito della globalizzazione, ossia sulle tematiche che più da vicino interessano il pensiero contemporaneo.

Pro-global: il fenomeno della globalizzazione è visto nelle sue potenzialità emancipatrici con una visione piuttosto ottimistica del futuro dell’umanità. Anthony Giddens, sociologo, rettore della prestigiosa London School of Economics, è la principale figura di questa corrente di pensiero, l'ideatore della famosa “terza via”, che ha trovato nella politica di Tony Blair la sua prima attuazione pratica. Vicino alle sue posizioni si collocano i politologi David Marquand (visting professor all’università di Oxford e membro del parlamento per il Labour Party) e Geoff Mulgan (è stato capo delle politiche dell’ufficio del Primo Ministro del governo Blair e il fondatore e il direttore del think-tank Demos), David Held (insegna alla London School of Economics, è co-direttore, con Anthony Giddens, Meghnad Desai e Mary Kaldor, del Centre for the Study of Global Governance oltre che co-fondatore della casa editrice Polity Press di Cambridge), David Goodhart (giornalista del Financial Times e editore di Prospect).

Giddens, Anthony, The Consequences of Modernity, Polity Press, Cambridge 1990, trad.it. Le conseguenze della modernità, Il Mulino, Bologna, 1994.

Giddens, Anthony, The Third Way. The Renewal of Social Democracy, Polity Press, Cambridge 1998, trad.it. La terza via (prefazione di Romano Prodi), Il Saggiatore, Milano 1999.

Giddens, Anthony, Runaway World: How Globalization is Reshaping Our Lives, Profile, London 1999, trad.it. Il mondo che cambia. Come la globalizzazione ridisegna la nostra vita, Il Mulino, Bologna 2000.

Marquand, David, Re-inventing Collective Action, from the global to the local, Blackwell, Oxford 1995.

Marquand, David The Decline of the Public: The Hollowing Out of Citizenship, Polity Press, Cambridge 2004.

Held, David,  McGrew, Anthony, Globalization/Anti-Globalization, Polity Press, Cambridge 2002, trad.it. Globalismo e Antiglobalismo, Il Mulino , Bologna 2001.

Ex Proglobal: partiti da posizioni pro-global, si sono via via fatti più critici verso le conseguenze sociali di queste politiche. Tra loro, l’economista e filosofo indiano Amartya Sen, premio Nobel per l'Economia nel 1998, professore ad Harvard e rettore del Trinity College di Cambridge e il sociologo tedesco Ulrich Beck, docente a Monaco e presso la londinese London School of Economics, che ha introdotto la nozione di “società del rischio” per descrivere il mondo occidentale post-industriale.

Amartya, Sen,  Globalizzazione e libertà,  Mondadori, Milano 2002.

Beck, Ulrich,  Risikogesellschaft: Auf dem Weg in eine andere Moderne,  Suhrkamp, Frankfurt 1986, trad.it. La società del rischio. Verso una seconda modernità, Carocci, Roma 2000.

Giddens, Anthony, Utton, Will,  On The Edge. Living with Global Capitalism, Vintage, London 2000, trad.it. Sull'orlo di una crisi. Vivere nel capitalismo globale, Asterios, Trieste 2005 (brani di Ulrich Beck e Richard Sennet).

No global: i ribelli, condannano tutti gli aspetti della globalizzazione con particolare attenzione agli aspetti sociali. Tra le figure più rappresentative delle diverse posizioni, l’ex di Autonomia Operaia Toni Negri e Michael Hardt, che firmano una delle bibbie dell’antiglobalizzazione; Naomi Klein e la giovane economista britannica Noreena Hertz, (direttrice associata del Center of International Business and Management dell'Università di Cambridge), che lanciano precise accuse alle multinazionali; l'americano Jeremy Rifkin, eclettico presidente della Foundation on Economic Trends di Washington; Riccardo Petrella, il docente no global di economia sociale dell'università cattolica di Lovanio, presidente del Comitato Mondiale per l'Acqua. 

Negri, Toni,  Hardt, Michael,  Empire, Harvard University Press, Harvard 2001, trad.it. Impero. Il nuovo ordine della globalizzazione, Rizzoli, Milano 2002.

Klein, Naomi, No logo, Knopf Canada, Toronto 2000, trad.it. No logo, Baldini e Castoldi, Milano 2002.

Hertz, Noreena, The Silent Takeover, Free Press, New York 2001, trad.it., La conquista silenziosa: perché le multinazionali minacciano la democrazia, Carrocci, Roma 2001.

Rifkin, Jeremy, The End Of Work: The Decline Of The Global Labor Force And The Dawn Of The Post-Market Era, G.P. Putnam's Sons, New York 1995, trad. it. La fine del lavoro. Il declino della forza lavoro globale e l'avvento del post-mercato, Baldini & Castoldi, Milano 1995.

Petrella, Riccardo, Il diritto di sognare. Le scelte economiche e politiche per una società giusta. Il sogno è il rifiuto di subire il presente, Sperling & Kupfer, Milano 2005.

I contestatori new global: antropologi e sociologi criticano la globalizzazione interpretandone gli aspetti più evidenti, nel tentativo di ritrovare nel pensiero positivista una via di uscita. Tra loro il sociologo Zygmunt Bauman, Richard Sennett (insegna alla London School of Economics e alla New York University, dal 1988 al 1993 è stato direttore della Commissione sugli Studi Urbani dell'UNESCO, è membro dell'American Academy di Roma e dell'American Academy of Arts and Sciences), Saskia Sassen (è professore di Sociologia all'Università di Chicago), l'antropologo culturale Arjan Appadurai e l’economista statunitense Joseph Stiglitz (Premio Nobel per l'economia nel 2001).

Sennet, Richard, The Corrosion of Character: the Personal Consequences of Work in the New Capitalism, Norton, New York-London 1998, trad.it. L'uomo flessibile. Le conseguenze del nuovo capitalismo sulla vita personale, Feltrinelli, Milano 1999.

Sassen, Saskia, Cities in a world economy, Pine Forge Press, Thousand Oaks (California) 1998, trad.it. Le città nell'economia globale, il Mulino, Bologna 2004.

Sassen, Saskia, Globalization and its discontents. Essays on the New Mobility of People and Money, New Press, New York 1998, trad.it. Globalizzati e scontenti, il Saggiatore, Milano 2002.

Stiglitz, Joseph, Making Globalization Work, W.W. Norton & Company, New York 2006, trad.it. La Globalizzazione che funziona, Einaudi, Milano 2006.

I civico-politici: alla scomparsa della politica a favore dell’egemone economia, contrappongono il ritorno della filosofia politica. Tra loro, gli statunitensi Martha Nussbaum (insegna all’Università di Chicago), che auspica il recupero delle nozioni di virtù e bene comune, Michael Walzer (insegna a Princeton), direttore della celebre rivista Dissent, portatore degli ideali del neocomunitarismo, e lo scienziato della politica americano Benjamin Barber, docente alla Rutgers University; l'israeliano Avishai Margalit, teorico della “società decente”; il brasiliano Roberto Mangabeira Unger, filosofo del diritto (insegna alla Harvard Law School ed è esponente di punta del movimento dei Critical Legal studies), teorico di un modello di Stato neocostruttivista e neointerventista.

Nussbaum, Martha, Cultivating Humanity: A Classical Defense of Reform in Liberal Education, Harvard Universuty Press, Harvard 1997, trad.it. Coltivare l'umanità. I classici, il multiculturalismo, l'educazione contemporanea, Carocci, Roma 1999.

Walzer, Michael, Just and Injust War, Basic Books, New York 1997, trad.it. Guerre giuste e ingiuste, Liguori, Napoli 1980.

Barber, Benjamin R., Jihad vs. McWorld, Crown, New York 1995, trad.it. Guerra santa contro McMondo, Marco Tropea Editore, Milano 2002.

Margalit, Avishai, The Decent Society, Harvard University Press, Harvard 1996, trad.it. La società decente, Guerini e Associati, Milano 1998.

Mangabeira Unger, Roberto, The Self Awakened: Pragmatism Unbound, Harvard Universuty Press, Harvard 2007.

I post-postmoderni: ex postmodernisti negli anni Ottanta, hanno poi intrapreso strade diverse. Tra i più rappresenattaivi, il tedesco Peter Sloterdijck (docente di Estetica e Filosofia a Vienna e Karlsruhe), secondo il quale l’intera storia dell’Occidente può essere vista come una lunga sequenza di  ondate di globalizzazione; Donna J. Haraway, filosofa della scienza, docente di teoria femminista presso l'università di Santa Cruz in California; il politologo nippoamericano Francis Fukuyama (professore di economia politica internazionale al SAIS della Johns Hopkins University di Washington), membro di influenti think-tanks conservatori e, nominato da Bush nel Comitato federale sulla bioetica, diventato famoso grazie alla sua teoria neohegeliana sulla “fine della storia”.

 

Sloterdijks, Peter, Kritik der zynischen Vernunft, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1987, trad.it. Critica della ragion cinica, Garzanti, Milano 1993.

Haraway, Donna J., Cyborgs and Women: The Reinvention of Nature, Routledge, New York 1991, trad.it. Manifesto cyborg: donne, tecnologie e biopoliticbe del corpo, Feltrinelli, Milano 1995.

Fukuyama, Francis, The end of history and the last man, Free Press, New York 1992, trad.it. La fine della storia e l'ultimo uomo, Rizzoli, Milano 2003.

I cyber: un gruppo di studiosi che incentrano i loro interessi intorno alla relazioni tra la globalizzazione  e internet; Tra loro, il sociologo catalano Manuel Castells (professore di sociologia all'Univeristà di Berkeley), definito il Max Weber della Network Society; il filosofo finlandese Pekka Himanen, docente a Helsinki e Berkeley, inventore di quell’“etica hacker” che dovrebbe coniugare finalmente creatività, spirito di condivisione e professionalità; Pierre Lévy, l'epistemologo che studia l’impatto di internet sulla vita contemporanea, che  dirige il dipartimento Hypermédia della Sorbona.

Castells, Manuel, La Sociedad Red (The Rise of Network Society), La Era de la Información, Volúmen 1, Alianza, A Coruña 1996, trad.it. L' età dell'informazione: economia, società, cultura. Vol. 1: La nascita della società in rete, Università Bocconi, Milano 2002.

Castells, Manuel, El Poder de la Identidad (The Power of identity), La Era de la Información, Volúmen 2, Alianza, A Coruña 1996, trad.it. L' età dell'informazione: economia, società, cultura. Vol. 2: Il potere delle identità, Università Bocconi, Milano 2004.

Castells, Manuel, Fin de Milenio (End of Millenium), La Era de la Información. Volúmen 3, Alianza, A Coruña 1998, trad.it. L' età dell'informazione: economia, società, cultura. Vol. 3: Volgere di millennio, Università Bocconi, Milano 2003.

Himanen, Pekka, The Hacker Ethic - and the Spirit of the Information Age, Random House, New York 2000, trad.it. L'etica hacker e lo spirito dell'età dell'informazione, Feltrinelli, Milano 2001.

Lévy, Pierre, L'intelligence collective. Pour une anthropologie du Cyberspace, La Découverte, Paris 1994, trad.it. L'intelligenza collettiva. Per un'antropologia del cyberspazio, Feltrinelli, Milano 1996.

Per il tema declinato in architettura:

Harvey, David, The condition of Postmodernity,  Blackwell Pubblishing, Ames-Boston 1989, trad.it. La crisi della modernità,  Il Saggiatore, Milano 1993.

Koolhaas, Rem, Junkspace, Quodlibet, Macerata 2006.

Branzi, Andrea,  Modernità debole e diffusa, Skirà, Milano 2006.